Ritorno a parlare di uno misterioso individuo: Mario Resca, nominato personalmente dal premier Silvio Berlusconi alla guida dei musei Italiani.
Resca e’ un uomo della Mondadori ed ex direttore della McDonald Italia: una persona speciale. Eh si, perche lui, con il suo stipendio d’oro di 2.5 milioni di Euro l’ anno, scalda una poltrona da lottizzare, perche’ il suo padrone (oh, pardon, diciamo datore di lavoro…), che dell’ arte non sa una mazza, vuole essere presente nella cultura del paese. Peccato che per essere rilevanti nel campo culturale bisogna proporre soluzioni culturali e non aziendali.
Mario Resca e’ a capo di una istituzione creata ad hoc dal Ministro della Cultura Bondi, poeta innamorato, ex comunista e scrittore, con una puntatine tra i socialisti della terza ora. Finanziato dai contribuenti, dedica poesie epistolari al premier giusto per una leccatina li e un po’ qui…
Quando penso al ministro Bondi , mi riviene in mente quella celebre frase di Herman Goering: “quando sento la parola cultura, metto la mia mano sulla rivoltella”.
Pochi mesi fa, il ministro Bondi siedeva compiaciuto alla conferenza stampa del ministro Brunetta, il quale nell’ occasione invitava il collega Bondi a tagliare i fondi per gli artisti, specialmente quelli che parlavano di comunisti siciliani uccisi dalla mafia in combutta con la CIA del dopoguerra (vedi Porta delle Ginestre). Brunetta dice che “ci sono artisti tristi… che non si misurano col mercato”, senza accorgersi che vi era un poeta lirico sfigato seduto accanto a lui.
Parliamo si soldoni. Dunque, Il progetto Grande Brera costera’ 50 milioni di Euro e Mario Resca percepira’ il 5%: un accordo privato fatto con i soldi pubblici. Un compenso stabilito secondo criteri di stampo balordo: non e’ uno stipendio, e’ un pizzo
Mario esca dice che ha accettato il lavoro “per spirito di servizio”…allora perche’ non ha chiesto centomila euro rinunciando al pizzo? Perche’ un ex direttore di junk food deve essere pagato da noi, perche’ non se lo paga il premier oppure Bondi?
Nel dicembre 2009 scrissi sul mio blog a proposito della nomina di Mario Resca, notizia che ho appreso leggendo la rivista inglese Art Monthly. Lanciai un appello per ricevere ulteriori informazioni riguardo a quest’uomo, ma ho notato che exibart, artapart of culture, G.A.I., Artegiovane, apparentemente non hanno mai espresso un parere al riguardo.
Adesso che vengo a sapere quanto guadagna Mario Resca (articolo di Repubblica 11 Gennaio 2010), mi rendo conto che il ministro Bondi deve tagliare l’ossigeno agli artisti indipendenti per poi accumulare il bottino annuale da dare all’ ex promotore di carne al colesterolo per l’Italia. Se questi sono i personaggi che amministrano e promuovono la cultura in Italia, allora siamo ai livelli della Cina o della Korea del Nord, si fa lo stesso ragionamento con la differenza che, per esempio in Cina, i finanziamenti all’ arte e alla cultura aumentano invece che diminuire, per il semplice fatto che la grandezza di un paese viene misurata anche attraverso l’ attenzione (in termini economici) che viene data alla cultura nazionale.
Nell’ Italia dei capoccioni e dei furbetti, le arti fungono da cuscinetto tra la cacca e la cioccolata e si sa, il desiderio di questa “onorevole gentaglia” e’ di fare dell’ Italia una discarica culturale a cielo aperto, un grasso convivio dove potervi mangiare far mangiare fino all’ indigestione.
F.C.