Di Admin (pubblicato @ 16:54:01 in pseudo, letto 44 volte
Riporto un testo scritto dall' artista Cinzia Zanetti durante Artissima 2009:
Torino è una città così viva, così pulsante in questi ultimi anni. c'è chi dice che l'amministrazione di centro sinistra e la Regione di centrosinistra facciano un po' la differenza. Chissà. Forse sì. Sta di fatto che anche Artissima è finanziata da Regione, Comune e da una Fondazione e in effetti qualcosa significa, giusto?
Giunta alla sedicesima edizione, in questi ultimi anni la fiera si è trasformata in una manifestazione dal taglio giovane e sperimentale, dove la ricerca nel campo delle arti visive viene presentata come una vera e propria avventura culturale.E sono proprio questi due aggettivi che mi piacciono: giovane e sperimentale. Quanta gente, anche troppa per i miei gusti, io che ho bisogno di assaporarmi le cose in santa pace, senza la confusione e il cicaleccio che migliaia di persone inevitabilmente portano con sè. Ma pazienza, ne è valsa la pena infondo.
Per il direttore, Andrea Bellini, lo scopo di Artissima è quello di “mettere a punto un nuovo modello di organizzazione economica e culturale, nella convinzione che l’arte contemporanea possa offrire – anche e soprattutto in una situazione di difficoltà come quella attuale – un salvifico cambio di punto di vista. L’arte ci aiuterà ancora una volta a percorrere strade innovative e inattese, a credere nella forza del cambiamento e dell’immaginazione”. (copiato da articolo su internet n.d.r. ). Mi sembra un gran bel proposito in questi tempi BUI, soprattutto per il Medioevo oscurantista che viviamo in questo Paese, che ne dici?
"La fiera è organizzata in modo da favorire la circolazione di idee e creare momenti di incontro per offrire sempre nuovi stimoli, una manifestazione che in questi ultimi anni ha dato vita a un complesso di iniziative collaterali differenti che vanno dal cinema alla musica elettronica, dal fumetto alla fotografia, dalla videoanimazione al design. La nuova sfida è rappresentata da “Accecare l’ascolto”, un progetto curatoriale inedito e innovativo che esplora il rapporto tra arti visive e teatro. L’idea è quella di lavorare in un ambito per molti aspetti ancora inesplorato dal punto di vista curatoriale, un luogo nel quale il “non teatro” degli artisti visivi incontra il “teatro tradizionale”. Non si tratta di fare del teatro un luogo espositivo, né del luogo espositivo un teatro, ma di considerare il teatro come un luogo da utilizzare “per ciò che è”: un luogo di spettacolo con i propri codici, le proprie pratiche, le proprie rappresentazioni. Il titolo dell’evento, in particolare, vuole essere un omaggio a Carmelo Bene e alla sua visione di un teatro da vedere e vivere nella sua totalità." IO non sono riuscita a vedere nulla di questo nuovo approccio con la'rte teatrale, alla fine mi sono dovuta limitare ad uno sguardo alla superficie per via del poco tempo e della troppa gente, che, lo ripeto, sarà un mio limite, ma mi dà parecchio fastidio.
Ad esporre c'erano ben 128 gallerie internazionali del panorama dell'arte contemporanea, poi una sezione NEW ENTRIES cioè delle giovani gallerie d'avanguardia, nate cioè dal 2003 e selezionate dai soliti GRANDI GURU del mondo dell'arte. Poi la sezione Present FUTURE con i 17 nuovi giovani artisti emergenti (molta fotografia devo dire ); per finire Constellations, dei lavori di ampie dimensioni, pensati per un'ambito museale con delle aree espositive apposite all'interno della Fiera.
Insomma sono uscita stanca, ma contenta, dopo aver arraffato anche copie gratuite (almeno quelle!) di riviste specialistiche.
Cosa penso , penso alla QUALITA. La qualita’ paga sempre, fa e fara’ empre la differenza . Ma la qualita’ e’ un concetto che bisogna anche saper riconoscere. Oggi la maggior parte della popolazione mondiale scambia la qualita’ per il lusso. Praticamente e’ talmente lontana dalla qualità che riconosce in altri elementi i simboli globalizzati di qualita’. Da questo dato rattristante mi accorgo di come il popolo sia stato addomesticato dalle scelte arbitrarie di un sistema inflazionante di cose inutili e soprattutto di arte inutile, statica, senza direzione.