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Blind Catch - Il segreto dello sguardo (?)




























Quando penso alla parola “sguardo”, vi associo gli occhi, il colore, le smorfie e le espressioni del viso, le linee riflesse nello specchio: elementi che richiamano alla capacita’ di vedere (e vedersi) nel senso “ottico” del termine..

Penso e sento che qualcuno ne sia tagliato fuori: le persone non vedenti ad esempio. Potrebbe apparire come una provocazione e infatti lo e’. In fondo, cos’e’ l’arte senza provocazione? Resta lo sguardo e il suo segreto: questo titolo mi appare abbastanza ingombrante.

 

Ho letto da qualche parte che gli occhi sarebbero lo specchio dell’anima: bella frase ma incompleta. Un semplice sguardo non basta piu’, specialmente in questo mondo contemporaneo che ripiega nella difficolta’ di comunicazione interpersonale.

Le persone non vedenti diventano a loro volta invisibili per una societa’ avvelenata dal’ uso sproporzionato del linguaggio visivo. Il segreto dello sguardo riporta a un concetto che puo’ apparire involontariamente discriminatorio: una specie di barriera architettonica del termine. Dove potremmo collocare in questo titolo le persone non vedenti?

 

Onestamente non so quali segreti possa avere uno sguardo e non so nemmeno se tali segreti siano semplice espressioni di una muta bugia.

Penso che lo sguardo di un non vedente e’ un segreto reale per la stragrande maggioranza degli esseri umani. Ne immagino ingenuamente il buio, poi mi sento ridicolo nel pensare a una cosa simile. Il cieco vede con le mani, vede le linee toccandole, legge lo spazio circostante con i polpastrelli, rilegge l’apparente silenzio decrittando l’aria attorno. Il suo sguardo e’ tenuto segreto, celandosi dietro altri sensi come l’udito, l’olfatto, il tatto, che messi insieme sintetizzano lo sguardo e la capacita’ di “vedere” il mondo circostante. Il non vedente “vede” piu’ delle persone vedenti, perche’ recepisce la realta’ attraverso una specie di molteplicita’ sensoriale.

Il non vedente resta immune dalla manipolazione mentale attraverso il linguaggio visivo.

 

Sono alla ricerca di un qualcosa che va oltre il semplice stimolo del nervo ottico. Il significato di sguardo va allargato, i significati di molte parole devono abbracciare e comprendere chi ne viene escluso, soprattutto per causa di un handicap fisico.

Lo sguardo perde la sua fisicita’ per abbracciare significati piu’ completi. Il vivere e il capire la vita necessitano di sensibilita’ al mondo, imparando a “sentire” con l’anima oltre che guardare con gli occhi.

Il titolo originale non cambia ma se ne de-costruisce il contenuto, altrimenti lo sguardo del cieco apparira’ come una specie di stonatura nell’universo contemporaneo dell’ apparire, del guardarsi allo specchio o attraverso un telefonino, una videocamera, attraverso l’ estetica basata sul costruirsi un’immagine ad hoc.

L’apparire diventa il nostro alibi e il segreto dello sguardo si riduce a una mera frase dal retrogusto poetico ma in effetti nel suo significato vi e’ semplicemente il nulla.

 

La nostra mancanza di sensibilita’ nella comunicazione sociale, ha fatto di noi un popolo di ciechi sotto costante monitoraggio di sguardi artificiali, come le famigerate telecamere a circuito chiuso.

 

Il segreto e’ privo di comunicazione, altrimenti non sarebbe piu’ un segreto, di conseguenza il nostro apparire vuol sempre dire qualcosa a chi ci sta di fronte, il linguaggio somatico ci aiuta a essere noi stessi.

Il cieco e’ immune da tutte queste artificiosita’ mostrando una particolare autenticita’ come essere umano, specialmente in questo mondo di pose triviali, di gonfie e tronfie apparenze.

 

Ho preso in considerazione una persona che si allena con una maschera a “vedere” come un non vedente, il riuscire a formare uno sguardo inteso come un’apertura sensoriale verso il mondo fatto di sguardi fasulli, artificiali, come la lente di una telecamera.

Il segreto d uno sguardo si rivela come perla rara in un’era di social networks e di pandemia del voyeurismo mediatico. Il segreto dello sguardo, in realta’, diventa una debolezza, qualcosa di inafferrabile e irrisolvibile, diventa un “blind catch”, una specie di mosca cieca, per l’ appunto.


F.C.



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