
Nel mese scorso ascoltai la conferenza stampa del ministro Brunetta, il ministro paladino dell’ “anti-fannullonismo”, contro lo statalismo e l’ intellettualismo di sinistra: li manda a morire ammazzati..
Ma cos’e’ che manda il ministro su tutte le furie? Bella domanda, brutta risposta.
Innanzitutto, il ministro Brunetta si considera un uomo di sinistra, di quella sinistra (a)tipica Italiana: quella sinistra autodefinitasi socialista, che si materializzava in persone come Craxi, Pillitteri, Ripa di Meana, Martelli, De Michelis & soci.
I cosiddetti socialisti borghesi all’ Italiana: qualche contessa, qualche lacche’ e qualche escort di lusso o mantenuta per restare nell’ ambito del volgo Italiano: insomma , quella sinistra anni 80, dell’ inciucio con clero e finananza, affossando la credibilita’ degli amministratori pubblici in italia. per i successivi 30 anni.
Il Brunetta e’ un intellettuale, non ho dubbi, direi intellettuale che se la fa con ex fascisti, leghisti, ex comunisti. Brunetta si arroga il compito di criticare le sinistre che han fatto emigrare il suo capo ad Hamamet…e fin qui non mi importa un fico secco della sua politica.
Vi e’ una parte, nelle sue dichiarazioni che mi chiama in causa. E’ la parte in cui parla degli artisti, anzi di “certi artisti”, citando certi “con la faccetta triste”, quelli che campano di sussidi, quelli che “non si sono mai confrontati sul mercato”.
Il mercato puo’ dir poco all’ arte, specialmente quando si fa arte militante.
Certo non si poteva parlare con un Gian Maria Volonte di assegni e bollette…
Prima esistevano telefilm come La Piovra; oggi dobbiamo accontentarci dei Sopranos e L’Onore e il Rispetto, tanto per far sembrare la mafia very cool.
Sono un artista che, come tanti, ha campato anche grazie ai sussidi statali, quei sussidi che mi hanno aiutato a trovare quel che volevo fare nella vita, tenendomi lontano dalla depressione. I sussidi mi hanno aiutato a studiare e laurearmi, mi hanno aiutato pagare l’affitto del mio primo studio, mi hanno aiutato a non affondare i miei sogni in un probaile lavoro da scimmia a 800 Euro al mese (ho dovuto farli comunque). Quei lavori precari che, per gente come Brunetta, non sono degni di avere un benche ‘ minimo di ammortizzatore sociale. E aggiungo che la faccia triste l’ ho avuta e ce l’ ho ogni volta che salutavo mia madre e mio padre alla stazione del treno o all’aeroporto. Quella classica faccetta triste, fosse stato per me l’ avrei evitata ma sono meridionale e a quelle faccette tristi siamo abituati da generazioni ormai... grazie ai compari di Brunetta che han bisogno di scaldare il culo sulla poltrona per un annetto per poi recepire pensioni da 4000/5000 Euro al mese.
Brunetta e’ un professore universitario, amico di baroni e baronetti e dei suoi colleghi politicanti, che campano con i soldi dello stato, con i megastipendi da parlamentari, con tanto di scala mobile e rimborso spese, di auto blu e bilgietti gratis dovunque, quelli che mangiano aragosta alla bouvette per 50 centesimi, quelli che si affittano le camere d’ albergo per portarsi meretrici e spacciatori a spese del contribuente, quelli che usano gli aerei di stato per le ballerine brasiliane e i cantanti cocainomani amici degli amici… eh si, questi passano in seconda fila, certo, perche sono amici suoi, sono quelli della casta. Se poi questi stanno a destra o a sinistra, poco importa perche ‘ se un maiale e’ allevato in Germania o in Italia, resta pur sempre un maiale no?
Il sottoscritto, artista professionista che paga le tasse ( e devo pagarle per 30 anni, non per 30 mesi come il ministro), ma che in passato ha potuto sopravvivere (artisticamente) grazie a sussidi che venivano elargiti dallo stato, sotto forma di borse di studio, piccoli prestiti, sconti sui materiali e sui trasporti, sconti sulle tasse e sull’ affitto.
E’ qui che il ministro non ci arriva, ne’ lui ne’ altri: bisognerebbe andare a vivere con un artista, entrare nella sua testa, e decifrare il senso di malessere (o benessere) esistenziale, fondamenta sulle quali si decifra il proprio percorso artistico.
Se un artista non fosse polemico, critico, ruvido e talvolta allergico al sistema circostante, allora non sarebbe un artista. Certamente ognuno prende la propria strada e le proprie idee personali a riguardo, ma cio’ non toglie che una societa’ senza artisti e la loro arte non avrebbe ragione di esistere e un’ arte senza militanza e opposizione sarebbe un’ arte mediocre, morbida, affaticata, vecchia, anacronistica.
A proposito, apprendo che il film Baaria del “triste” Tornatore e’ candidato all’ Oscar. Maglio essere tristi e far felici gli altri che apparire felice per celare pateticamente la propria tristezza intellettuale…
Peace